martedì 25 maggio 2010
Il ritorno dei Mambassa! (e chi se l'aspettava??)
La canzone è bellissima e merita un ascolto.
Buona visione.
Questo è il loro sito internet ufficiale: www.mambassa.com
Alla prossima!
- Biko
http://www.bikomusic.net/
lunedì 10 maggio 2010
Whitney Houston LIVE in Milano – 03/05/2010
Mediolanum Forum di Assago, ore 21.30 circa, Whitney Houston ritorna finalmente a cantare in Italia!!!Tutti sapevamo che non è più quella di un tempo e che, dopo la terribile esperienza con il crack, non potevamo aspettarci la strabiliante Whitney degli anni ’90. Il pubblico ne era cosciente e andava bene così…almeno…questo è quello che io pensavo!
Io il concerto l’ho visto tutto, mi sono solamente perso l’apertura di Karima, purtroppo (???), ma effettivamente molta gente è arrivata dopo le 21 per vedere solo Whitney. Prima di esprimere i miei consueti commenti vorrei fare una premessa parlandovi della voce:
il cantante è un musicista (so che sembra difficile crederlo ma in teoria è così!) il cui strumento di studio è la propria voce. La voce è quindi uno strumento musicale monofonico (nel senso che può produrre un solo suono alla volta) come una tromba o un sax o un flauto! La cosa bella della voce è che, a differenza degli strumenti musicali prodotti in serie, ha un suono UNICO che con l’esercizio può essere modificato in estensione, armoniche e altre caratteristiche. Insomma, è uno strumento musicale VIVO! Il punto è che se un giorno a un clarinettista cade il clarinetto e si spacca, lui va in un negozio e se ne compra un altro! Se una cantante fuma crack per 10 anni e le sue corde vocali si bruciano, il suo strumento musicale è rovinato per sempre e non può cambiarlo!! Ecco, questo è quello che è successo alla Houston... Non è una giustificazione, è solo la triste realtà.
Questa premessa (semplificata) è dovuta perché lunedì scorso sul palco del Forum di Assago ho ascoltato una grande band trascinata da una grandissima musicista, anzi, una straordinaria musicista che purtroppo ha rotto il suo strumento e non lo può cambiare. In quest’ottica sono riuscito a godermi il concerto di Whitney nonostante le sue pause, i momenti rallentati per preparare le note “difficili”, i colpi di tosse tra un attacco e l’altro, i 2 brani in playback e qualche stecca qua e la! Beh...non è poco, lo so, ma la sua band è stata esagerata, il suo carisma e la sua forza comunicativa sono ancora quelli di un tempo, credetemi! E’ stato un grande spettacolo, toccante nel momento del tributo (dovuto) all’amico Michael Jackson, attraverso una preghiera gospel voce e pianoforte totalmente improvvisata…una performance che nessuna cantante italiana oggi in classifica può lontanamente sognarsi di saper fare!! Un altro mondo…
E’ stato molto triste vedere certi signorotti seduti sulle poltrone da 100 Euro, andarsene prima della fine del concerto, solo perché l’acuto di “I will always love you” non è stato come lo volevano loro…ecco, secondo me quelli potevano benissimo stare direttamente a casa perchè non hanno VERAMENTE capito una mazza! Che se ne stiano pure a casa a televotare Valerio Scanu o ad ascoltare un bel CD di Giusy Ferreri, pensando che siano dei fenomeni! Whitney non merita questo tipo di pubblico e la cultura musicale italiana non merita certa gente…
- B.
lunedì 26 aprile 2010
mercoledì 3 marzo 2010
Volevo fare il musicista
Brunetta è veramente un figo quando fa così! Bello incazzato, convinto delle sue idee, con quegli occhi che ipnotizzano e quel suo infallibile modo di pronunciare la frase “andate a lavorare!!”. Un vero IDOLO in quest’Italia di lavativi! Il filmato che vedere sopra mostra come Brunetta possa essere un figo anche quando dice fesserie! Non è facile, ma lui ci riesce!!!
A parte gli scherzi…il nostro caro ministro vuole chiudere un po’ di rubinetti nel settore culturale, senza accorgersi che il problema sta alla fonte. In Italia non c’è un’adeguata tutela per chi lavora nel mondo della musica, ecco perché in tanti professionisti sono costretti a fare un secondo lavoro oltre a quello del musicista. Insomma...chiudere il rubinetto perché esce acqua sporca non risolve certo il problema!
A tal proposito vorrei citare alcuni passaggi tratti da una lettera pubblicata da un musicista di nome Guido…
“Ora, io non nego che certi musicisti che lavorano in certi ambiti e godono di certi privilegi, si approfittino della loro posizione e facciano i “fannulloni”, ma la mia domanda è: Brunetta cosa ne sa di quello che vuol dire oggi fare per davvero il musicista nel nostro paese? Ma soprattutto, si rende conto che quelli di cui lui parla sono forse il 1% delle persone che fanno musica in Italia?”
“Paradossalmente, il problema più grosso che abbiamo è quello di fare un lavoro che ci piace... All'opinione pubblica passa solo questo! Tutti pensano che quando fai un lavoro che ti piace tutto il resto non conti, ebbene è esattamente il contrario! La maggior parte di noi non ha scelto questo lavoro perché aveva bisogno di pagare l'affitto, o per comprarsi la macchina nuova, lo ha fatto per una passione che si porta dentro con la quale è difficile discutere, spesso lottando furiosamente con genitori e parenti (come nel mio caso) i quali speravano per te in un bel posto in banca o da ingegnere... E' una grande passione che brucia dentro, e il vederla non riconosciuta, è molto più avvilente che per una qualsiasi altra professione!”
In termini di legislatura riporto questi passaggi:
“- NESSUN SUSSIDIO DI DISOCCUPAZIONE. I musicisti non ne hanno diritto... Curioso, visto che siamo precari per natura...
- PENSIONE. La pensione minima viene erogata dall'ENPALS, l'ente previdenziale dei lavoratori dello spettacolo, solo a fronte di 2.800 versamenti contributivi. Facendo un calcolo a spanne, è evidente che praticamente nessun musicista della mia fascia riesca a raggiungere tale soglia. Stando alle regole, io dovrei fare ad esempio 100 date, versando i relativi contributi, per 28 anni... Oggi a 42 anni penso di non essere arrivato a 500 totali! Se poi si considera che con le cifre che si arriva a prendere, versare i contributi equivale a non guadagnare niente...
- MALATTIA. Non vale neppure la pena parlarne... Va da sé che spesse volte capita di suonare con la febbre a 38, per non perdere la data.
- INFORTUNI SUL LAVORO. Sinceramente non so molto della legislazione su questo argomento, ma dato il quadro generale, non ho grosse aspettative.
- CONTRATTI. Per la maggior parte dei concerti che vengono fatti nei locali a budget basso, non esiste nessun contratto di lavoro, gli accordi vengono presi per lo più a voce fidandosi sulla parola. Fare un contratto per ogni singola data, con le cifre che ci sono in gioco, diventa difficile. A questo punto è evidente che sta al buon cuore del locale non far saltare la data alla prima difficoltà che capita, altrimenti non abbiamo nessun tipo di tutela. In ogni caso, per una data a 80/100 euro, anche se ci fosse un contratto, andare per vie legali sarebbe ridicolo.”
In fine chiude così…
“... Dopo tutto, i musicisti ancor prima di essere artisti sono artigiani e la musica è nata molto prima delle banche, dei bilanci delle aziende, delle azioni di borsa, dell'informatica e di tutte quelle cose “serie” che oggi fanno girare il mondo.”
Naturalmente io non posso non essere d’accordo con le idee di Guido, scaturite anche grazie ad un interessante documentario girato dalla cantautrice Ilaria Scattina, intitolato “La guerra dei poveri”.
E’ questo sotto, dura circa un’ora…se avete tempo e siete curiosi guardatelo, è davvero un’esemplare testimonianza della vita incasinata di un musicista!
"la guerra dei poveri" - volevo fare il musicista 2008 from ila on Vimeo.
martedì 2 marzo 2010
Ultime apparizioni in TV
prima su TELECOLOR/PRIMARETE, nella quale sono stato ospite della trasmissione “E’ veramente domenica”, condotta da Luca Riva e trasmessa in diretta anche su Radio Vera;
poi su TELETUTTO, insieme ad Antonella Bacchini nel suo speciale live a “(Soltanto) con la Musica”, presentato da Tony Biemmi.
Pubblico 2 dei 5 filmati estratti da queste trasmissioni, il resto potete trovarlo sul mio canale ufficiale YouTube:
www.youtube.com/bikomusic
Colgo l’occasione per ringraziare Alex Rusconi e Merendine Musica per i rispettivi inviti.
A presto!
- Biko
www.bikomusic.net/
mercoledì 17 febbraio 2010
Perché Sanremo è Sanremo (?!)
Avrei voluto aspettare la fine del Festival prima di scrivere qualcosa ma dopo aver visto la prima serata mi sono girate per la mente tante idee, così ho deciso di non aspettare.Essendo io musicista e autore, vorrei dare un mio parere soprattutto sulla parte musicale della kermesse…ma come ben sappiamo Sanremo non è solo canzoni! Ho trovato molto bella la scenografia e il palco, diviso in due da una piccola gradinata che scende verso la lustratissima orchestra; un bello spazio soprattutto per quei cantanti che amano muoversi e camminare per comunicare meglio. La Clerici? Non mi fa rimpiangere Baudo, quindi per me va bene così!
Ho ascoltato tutte le canzoni: alcune mi hanno incuriosito, altre meno. Altre non le avrei nemmeno volute sentire…sono gusti personali però! Magari io, da cantautore, preferisco gente come Cristicchi, Povia o Fabrizio Moro, altre persone invece subiscono più il fascino delle belle voci e apprezzano Marco Mengoni, Malika Ayane e Valerio Scanu. Devo ancora capire chi potrebbe apprezzare “Italia amore mio” di Pupo…ma spero di darmi una risposta entro sabato! Ironia a parte, i gusti son gusti e secondo me non si deve discuterne troppo.
Parliamo di canzoni: personalmente amo l’approccio autorale di Francesco Bianconi dei Baustelle che, accoppiato alla voce di Irene Grandi, sta creando uno stile che oggi fa tendenza. Tra l’altro anche Enrico Ruggeri mi è sembrato indirettamente contaminato dal rock alla Baustelle, negli arrangiamenti soprattutto, e devo dire che la sua esibizione mi è piaciuta.
La canzone di Simone Cristicchi apparentemente parla di Carla Bruni ma in realtà vuole mettere in luce la grande disinformazione che c’è in Italia! Purtroppo i più superficiali continueranno a pensare che sia un pezzo contro la Bruni, esattamente come nel 2006 pensavano che Povia avesse scritto una canzone sui piccioni!!
Su Marco Mengoni avevo qualche riserva: temevo che si presentasse con un pezzo classicamente sanremese, invece per fortuna non è stato così. Finalmente si vede un vero lavoro su di lui e sulla sua personalità artistica! Secondo me può fare grandi cose.
Ho trovato invece un po’ spaesati i Sonohra…me li ricordavo più precisi e affiatati, anche più originali di come li ho visti ieri sera. Forse avevano qualche problema di suoni, non saprei…però la loro canzone, come si dice in questi casi, “non mi è arrivata”. Non è un problema, ci penseranno MTV e le radio a farmela arrivare anche contro la mia volontà!
Interessante il passaggio dedicato a Morgan…se non fossi stato a conoscenza della polemica avrei pensato che era morto!! Tutto sommato l’idea di escluderlo non è sbagliata nel suo principio; un personaggio pubblico che si vanta di sapersi drogare con stile non è un bell’esempio per nessuno! Il tutto diventa però sbagliato nel momento in cui mi piazzano in eurovisione un Cassano che si vanta di essere mezzo analfabeta!! Quello sì che è un bell’esempio…menomale che ancora non ho figli!!!
Veniamo ora al punto cruciale delle mie considerazioni, ovvero IRENE FORNACIARI! Non ci sono state polemiche a riguardo, anzi, non ne ha parlato nessuno…strano! Dunque, la domanda che insistentemente mi gira in testa è: cosa ci fa lei tra i big di Sanremo? Cioè, non capisco la logica: dopo aver partecipato l’anno scorso nella categoria Nuove Proposte, il suo nome non ha brillato molto, anzi… In classifica non si è vista, sulle radio principali non è quasi mai passata, dischi d’oro o di platino li ha visti solo con il binocolo! Ok, ora è accompagnata dai mitici Nomadi, ma la partecipante è LEI, non loro… Allora se io mi fossi presentato al Festival accompagnato da Vasco Rossi sarei entrato direttamente nei big??!! Non credo proprio! Insomma, quali meriti ha Irene Fornaciari per essere considerata alla pari di Irene Grandi o Noemi?? Eh già…il suo unico vero “merito” è quello di essere la figlia di Zucchero “Sugar” Fornaciari…e siccome 2 anni fa lui si arrabbiò molto perché la sua figliola non riuscì a fare Sanremo, ora se ne stanno tutti zitti e la fanno passare come fosse normale! Boh…io di normale ci vedo poco… Non sto dicendo che è stonata o che la sua canzone non mi piace, non metto in discussione il suo valore artistico! Piuttosto, è in discussione il valore artistico di altri VERI big che sono rimasti fuori dal Festival a causa di questa curiosa scelta. Spero tanto che ci sia una spiegazione logica in questa faccenda.
Nonostante tutto, i 3 nomi degli esclusi non mi hanno affatto sorpreso. Mi spiace un po’ per Nino D’Angelo…le sue contaminazioni ritmiche sono sempre ben ricercate. Spero in un suo ripescaggio.
Dopo il Festival non avevo ancora sonno, così ho pensato bene di dare un’occhiata all’ospite di Gigi Marzullo…e indovinate un po’ chi c’era?? Irene Fornaciari!!!! Incuriosito ho ascoltato un pezzo della sua intervista, durante la quale ha detto di essere sempre stata una secchiona timida ma che è riuscita ad esprimersi grazie alla musica. Vabeh…cose che si dicono, dai, è abbastanza normale! Poi però, proseguendo con il discorso, aggiunge: “purtroppo questi sono tempi duri per gli emergenti!”…. e lì…in quel momento avrei voluto esserci io al posto di Marzullo……per darle pienamente ragione!! Ma anche per dirle a gran voce che questi tempi sono così duri perché nella musica c’è gente come il suo papà!!
- Biko
venerdì 29 gennaio 2010
Le parole stanno a zero (?)
E’ un modo di dire un po’ romanaccio ma “le parole stanno a zero” fa parte del mio modo di pensare! Purtroppo non si può vivere di soli fatti, specialmente oggi che la comunicazione è un mestiere che fa guadagnare tanti soldi!! C’è poco da fare: tanti problemi si devono e si possono risolvere solo con le parole! Problemi di ogni tipo…sì, insomma tutti abbiamo dei problemi, no? Chi con l’amore, con il lavoro, gli amici…c’è anche chi li ha proprio nella testa! Con le parole si può mediare, si trovano accordi e compromessi, grandi o piccoli. Con le parole si può far apparire bella una cosa brutta e brutta una cosa bella. Quasi come una magia, anzi…un’illusione!A volte può capitare di dover dire cose che non si pensano davvero, magari perché c’è bisogno di accomodare una questione o per riuscire a superare, in una determinata situazione, un brutto periodo di transito (che in latino si direbbe “schifosissimus Transitum”).
Il personaggio che vedete nella foto è Steve Biko, ritratto in un libro intitolato “I write what i like” (io scrivo quel che mi pare). Lui diceva davvero quello che pensava, e lo faceva per liberare il suo popolo dall’Apartheid. Biko predicava la “coscienza nera” come principale arma per combattere la colonizzazione. La sua battaglia era fatta soprattutto di PAROLE. Il suo discorso era molto semplice e tutt’oggi non fa una piega: se i neri andranno avanti a considerarsi di razza inferiore, allora i bianchi continueranno sentirsi superiori! Un discorso semplice, elementare e logico, che purtroppo portò Steve Biko alla morte.
E’ abbastanza triste oggi vedere in TV tanta gente che dichiara orgogliosamente “io dico sempre quello che penso”…e a parte il fatto che non è quasi mai vero, bisognerebbe anche capire che il problema non è tanto quello che dici o non dici…ma è proprio quello che pensi!!
Allora mettiamola così: non è importante quanto si fa a parole o quanto si fa con i fatti…la cosa più importante è saper PENSARE.
- Biko
